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2019, Art and Talk, intervista di Silvia Tiritiello e di Cristian Tosato sul sito
Art and Talk, interview by Silvia Tiritiello and Cristian Tosato on the site

2019, Exibart, recensione di Gaia Tonani della mostra L'impossibilità del reale
Exibart, review by Gaia Tonani of the solo show L'impossibilità del reale

2019, Il Cittadino, recensione di Massimiliano Rossin della mostra L'impossibilità del reale
Il Cittadino, review by Massimiliano Rossin of the solo show L'impossibilità del reale
2019, L’impossibilità del reale, Galleria Villa Contemporanea, Monza (MB), a cura di Leda Lunghi
L’impossibilità del reale, Galleria Villa Contemporanea, Monza (MB), by Leda Lunghi

VILLACONTEMPORANEA


L’impossibilità del reale

“ Definire il reale. E’ ciò che più importa ” sosteneva Simon Weil. Ma che cos’è il reale? Elisa Cella cerca di spiegarcelo attraverso la caratteristica principale delle sue opere e di tutta la sua poetica: la semplicità. Dietro questo elementare concetto ruotano le domande e i tentativi di risposta che l’uomo si è posto finora. Quest’artista raccontando la complessa semplicità di una cellula descrive noi, nella nostra più grande incognita.

L’arte è un luogo in cui cercare sogni, vite ed esistenze, essa è principio e fine, è ciò che è accaduto e ciò che accadrà. Sono sculture dell’inafferrabile quelle create da quest’artista, che partono dal concetto di nascita e rielaborano quello di fine. Un’arte che passa per la scienza, incontrando i concetti più profondi della filosofia teoretica. Arte che parla di conoscenza, coscienza, etica ed estetica. Le opere di Elisa Cella rappresentano l’impossibilità del reale, in quanto evidenziano la nostra piccola essenza dinnanzi all’immensità dei misteri del mondo, l’infinita riproducibilità degli organismi, il loro essere eterni nel rigenerarsi continuamente. Opere che rielaborano ed intrecciano fisica e filosofia, esse ci fanno riflettere, ponendo domande senza la pretesa di trovare risposte. E’ un’arte coraggiosa che supera ogni stereotipo, che cerca di coniugare l’estetica e la scienza, attraversando la duplicità che diviene infinito. Le riproduzioni cellulari di Elisa Cella sono il mistero della bellezza, quel fascino oscuro ed affascinante presente nell’immensità del cosmo, in cui le particelle esistono. Sono il racconto dell’esistenza, la narrazione dello splendore del reale, la commovente magia dell’inganno, di un’idea, che varia costantemente, “una manciata di tipi di particelle elementari, che vibrano e fluttuano tra l’esistere e il non esistere ” (Carlo Rovelli).

Questa poetica è l’immensità a noi ignota della scienza, l’evidenza di quanto anch’essa riesca a fondersi con l’armonia.
Elisa Cella ripropone attraverso le sue strutture biologiche, ovvero con la rappresentazione dei suoi molteplici cerchi concentrici ed ossessivi, l’idea che conduce all’imperfezione, all’errore, al caos, che in quanto tale, paradossalmente, possiamo considerare perfetto. Le sue piccole monadi, tutte differenti tra loro, rappresentano l’individualità umana, la sua unicità e la sua intelligenza, ma anche la sua capacità di creare mondi contingenti, aggregati, la capacità di coniugarsi e contemporaneamente di dividersi e di dissolversi.

Per sempre: una frase idilliaca e suggestiva che ci rammenta l’eterno: quell’eterno e quell’infinto che l’artista descrive nelle sue opere, in quell’elegante simmetria in cui è racchiusa la narrazione umana e l’enigma della coscienza. Queste opere sono poiesi, in quanto elaborazione di creatività, creatività della natura.

L’opera di quest’artista ci racconta quello che è stato e quello che sarà, la poesia di questo susseguirsi di parole è la risultante di una formula matematica; il presente, il passato e il futuro, questa magica percezione, questa concezione intellegibile che pur mutevole rimane riconoscibile. Quello che è stato e quello che non è, l’immagine e l’immaginazione, tutto questo è scienza, ma anche arte, tutto questo è il risultato del lavoro di Elisa Cella, che racconta di quelle particelle fluttuanti, da cui è nato tutto, particelle esistenti intorno e dentro di noi, un poetico racconto che ricerca l’essenza dell’uomo.

La nostra natura è effimera, la nostra vita preziosa; l’artista, cerca tra le sue opere e i suoi pensieri risposte a grandi enigmi e immense questioni, che certo non risolveremo in queste poche righe, ma come abbiamo già affermato, è compito dell’arte porre domande, non dare risposte ed Elisa Cella si chiede cosa significhi essere liberi; riproponendo forme di neuroni tra le sue opere, analizza il concetto di coscienza, dell’esistenza di un “Io”, dell’Inconscio, del libero arbitrio.

Le nostre decisioni, sono interazioni tra neuroni o qualcosa di molto più profondo a cui ancora non riusciamo a giungere?

Baruch Spinoza nel XVII secolo affermò che l’Io e “i neuroni del mio cervello” sono la stessa cosa; oggi nel XXI secolo Carlo Rovelli appoggia questa teoria dicendo: “Io, come voleva Spinoza, sono il mio corpo e quanto avviene nel mio cervello e nel mio cuore, con la loro sterminata e per me stesso inestricabile complessità”. Il dibattito è aperto.

Per quanto mi riguarda, lascio parlare l’artista e amo svegliarmi ogni mattina con il dubbio, proprio come lei, che con queste texture circolari indaga e propone il punto di contatto tra indefinito e finito, tra armonia e caos continuando a regalarci opere che indagano la magia e il fascino del diverso. E’ così affascinante osservare qualcosa di sconosciuto, ignoto, di incomprensibile, questo ci rende vivi, umani, un po’ fragili e innocentemente bambini, bramosi di stupirsi e conoscere.




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2019, Il Giornale Off, recensione di Emanuele Beluffi della mostra L'impossibilità del reale
Il Giornale Off, review by Emanuele Beluffi of the solo show L'impossibilità del reale

2019, La bellezza resta., Chiesa di San Rocco, Carnago (Va), a cura di Simona Bartolena ed Armando Frettolini, con catalogo
La bellezza resta., San Rocco Church, Carnago (Va), by Simona Bartolena and Armando Frettolini, with catalogue

2018, Material, Palazzo Olmea, Monza (MB), a cura di Matteo Galbiati, progetto di Maurizio Caldirola Arte Contemporanea
Material, Palazzo Olmea, Monza (MB), by  Matteo Galbiati, project by Maurizio Caldirola Contemporary Art
2018, La bellezza resta., Stadtmuseum, Klausen, a cura di Simona Bartolena ed Armando Frettolini, con catalogo
La bellezza resta., Stadtmuseum, Klausen, by Simona Bartolena and Armando Frettolini, with catalogue
2018, OASI, Chiesa di Sant'Agostino, Pinerolo (TO), a cura di Elena Privitera, Luca Storero, Cinzia Pastore
OASI, Chiesa di Sant'Agostino, Pinerolo (TO), by Elena Privitera, Luca Storero, Cinzia Pastore
2018, Buste Dipinte, Laboratorio Formentini, ex Canonica della Chiesa di San Carpoforo in Brera, Milano, a cura di Claudia
Amato e Luisa Castellini, con catalogo
Buste Dipinte, Laboratorio Formentini, ex Rectory of San Carpoforo Church in Brera, Milano, by Claudia Amato and Luisa Castellini, into Festival delle Lettere, with catalogue
2018, La bellezza resta., Palazzetto dei Nobili, L’Aquila, a cura di Simona Bartolena ed Armando Frettolini, con catalogo
La bellezza resta., Stadtmuseum, Klausen (BZ), by Simona Bartolena and Armando Frettolini, with catalogue
2017, Analitica 70 e nuove prospettive, Galleria E3 Arte Contemporanea, Brescia
Analitica 70 e nuove prospettive, E3 Contemporary Art Gallery, Brescia
2017, Estetica Matematica, Galleria Villa Contemporanea, Monza, a cura di Leda Lunghi, con catalogo
Estetica Matematica, Villa Contemporanea Gallery, Monza, by Leda Lunghi, with catalogue
2017, ContemporaneaMente.2, Museo MAM Villa Ippoliti, Gazoldo degli Ippoliti (Mn), a cura di Gianfranco Ferlisi
ContemporaneaMente.2, MAM Museum, Villa Ippoliti, Gazoldo degli Ippoliti (Mn), by Gianfranco Ferlisi
2017, Kunst Heilt Medizin - Zehen Werke, Facoltà Teologica Università di Graz (A), a cura di A.B.Del Guercio, I.Guanzini, I.Terracciano
Kunst Heilt Medizin - Zehen Werke, Faculty of Theology, University of Graz (A), by Andrea B. Del Guercio, Isabella Guanzini and Ida Terracciano, with catalogue
2017, Dietrolequinte, Teatro Sociale, Pinerolo (To), a cura di Elena Privitera, Luca Storero e Cinzia Pastore
Dietrolequinte, Teatro Sociale, Pinerolo (To), by Elena Privitera, Luca Storero and Cinzia Pastore
2017, The Others, fiera d'arte, Galleria E3 Arte Contemporanea, ex Ospedale Maria Adelaide, Torino
The Others, contemporary art fair, E3 Contemporary Art Gallery, Maria Adelaide ex Hospital, Torino
 2017, intervista per ConnectivArt a cura di Francesco Cogoni
interview on ConnectivArt by Francesco Cogoni

2017, Lucca Art Fair 2017, fiera d'arte contemporanea, Galleria E3 Arte Contemporanea, Lucca
Lucca Art Fair 2017, contemporary art fair, E3 Contemporary Art Gallery, Lucca